Fly Diaries, WELL BEING

I MIEI FONDAMENTALI PER NATALE

12 dicembre 2017

Di che cosa ho bisogno per stare bene? Questa è la domanda chiave che mi pongo ciclicamente. Mi piace farmela ad aprile prima del  mio compleanno. Mi piace farlo a luglio prima di andare in vacanza. Mi piace farmela alla fine di una puntata di This is Us, la serie che come decanta Fox mi annienta per la commozione ed è capace di farmi pure mettere in discussione a lunedì alternarti.

Oltre ai tre casi sopra indicati, questa domanda risuona piuttosto calzante durante il periodo “pre-Natale”.  Sarà che forse sono figlia di separati e di base questa festività è portatrice sana di ansie. Fin da piccoli vivi quella  difficoltà di capire con chi fare cosa e chi ti merita davvero. Sensazione che si evolve tragicamente accoppiandoti (con i miei o con i tuoi quest’anno? ) e diventa davvero complessa generando piccola prole, soprattutto se hai  una famiglia originaria del sud e magari vivi al nord.  E comunque dicembre genera agitazione.

So di cosa ho bisogno per star bene ma il  problema è che nel periodo che precede il Natale non è facilissimo mantenere il focus. E’ RICHIESTA DEDIZIONE. Per quanto ci sia odore di zenzero nel profilo di tutto e in tanti mangiamo biscotti alla cannella, indossando maglioni morbidi e facendoci  le coccole…A dire il vero a me sembrano tutti più stronzi. Ok diciamo emotivi. Forse state tutti guardando la seconda stagione di This is Us come me o siete figli di separati  di origini del sud. Sarà ma ribadire a se stessi almeno una volta al giorno quello che è importante davvero a me aiuta molto.  Il punto è che avere bene a mente qualcosa ci rende più determinati e quindi in parte più stronzi agli occhi degli altri.  Insomma funzionare bene a Natale è dura ma possibile. E  visto che non so di zenzero, non ho fatto il calendario dell’avvento per le mie figlie ed io non gioco affatto al buonismo spinto che allaga i social vi dico la mia a riguardo

I fondamentali per  me sotto Natale sono questi: 

# Cerco di essere spietata e sincera per non arrivare a fine anno con quel peso e quella sensazione che sa di “amarezza”. Leggeri è meglio. Repressi il male. Insomma sono pronta a fare discorsi poco digeribili a dicembre ma lo faccio in maniera costruttiva.

# Mi espongo meno e prendo del tempo per me stessa. I troppi impegni mi incasinano e così ci do dentro all’inizio presa dall’euforia ma poi rallento e quasi sempre improvvisamente tipo freno a mano.

La questione regali non è più per me elemento di panico. Mi adatto. Mi prefiggo un budget e non lo supero. Non mi faccio più neppure prendere dalla crisi da stronzata perchè a me piacciono le stronzate ed onestamente le regalo con serenità. Sono io questa, così come lo sono i miei mielensi e lunghissimi bigliettini ed i regali fatti a mano, a caso ma con il cuore.

#Allontano ciò che mi fa star male. Lo tengo distante. Non lo voglio tra i piedi. Glielo urlo anche in faccia se serve. Avvicino di più le cose belle e mi sforzo di tenerle strette. un risveglio, un momento, un abbraccio, un sorriso ed una chiacchierata. La dose più grande di gratitudine va sempre a loro due piccole polpette gemelle con la lettera a Babbo Natale più lunga della storia.

Non me ne vogliate ma quuell’odore di cannella non c’è mai davvero nella casa di nessuno. Di cosa abbiamo davvero bisogno è che nell’aria ci sia pace e con noi stessi prima di tutto.  Perchè solo così potremmo donarla un po’ agli altri. E’ questo forse il mio atto egoistico e consapevole di amore per questo Natale.

Ok vado a fare dei biscotti allo zenzero e a mandarvi qualche messaggio in privato!

(n.d.r: Il mio problema con This is Us è che mi immedesimo nei deliri organizzativi ed emotivi di Rebecca Pearson, una giovane mamma dei gemelli che per quanto pare si doni con tutta se stessa alla famiglia,  alla fine raccoglie soltanto un sacco di incazzature. E poi temo di essermi innamorata di suo marito Jack – alias Milo Ventimiglia –  bono ed amorevole  padre bipolare). 

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