Fly Diaries

CIAO CIAO PECORELLE

21 ottobre 2019

Vivi, sintetizzi, spieghi. Vivi, elabori, racconti. Siamo su un blog sapete di cosa sto parlando.

I blog pare nascano per questo. Una voglia matta di romanzare o elaborare la vita e sparare un po’ di cazzi tuoi agli altri. La mamma blogger sbandiera crisi di stanchezza e problematiche vissute. Quelle superate sono le più appetenti. Se hai un blog sei un po’ il tuo terapista. Sei la versione razionale migliore di te. Apparentemente aiuti, ma fai del bene a te stesso. Dedichi del tempo a qualcosa che porta il tuo nome, e diventi sbandieratore di quello che sei. Cazzate, sentimenti, vita, esperienze,  consigli. Chi arriva ti ascolta, osserva, si fa una sua idea e torna a casa propria con qualcosa in più.

Non ho scritto per quasi un anno. Apparentemente davo la colpa alle mamme blogger. Alle loro estremizzazioni, a  quelle troppo costruite, al sistema manipolante dei brand che ti propongono di creare noiosi post fatti di codici linguistici e di consumo. Al troppo lavoro. Erano alibi.  Semplicemente credo che  non fosse facile trovare sempre le parole per tutti e per me stessa. Che sarà mai successo? Che avrà combinato Flymamy? Sarà il suo cambio lavoro? Sarà per quel suo compagno che non si vede mai? Qualcosa di brutto? Qualcosa di bello? Da Instagram  pare che faccia yoga, che ha due figlie oramai sdentate e che cazzeggi un sacco. Bello non perdersi mai di vista!

Mi piacerebbe rispondere per bene ma sai che noia sai che Corazzata Potemkin se ti racconto l’ultimo anno e mezzo.

Dicevamo? A si oggi piove tantissimo. E’ lunedì sera e domani mattina arriva l’Ikea a casa nostra per portare  i mobili della camerette nuova. Abbiamo preso letti lunghi e scrivanie. Sedie girevoli e qualche mensola. Metteremo da parte i lettini a pecorella ed una nuova era prenderà forma. Emma e Nina  sono lunghe almeno 125 cm, sono in seconda elementare e si scornano spesso. Prima di quest’anno non avevamo mai litigato.  Altro che pecorelle, sui letti metteremo fulmini e saette. L’ultima volta che raccontavo veramente di loro parlavo a delle future piccole donne. Ora le guardo in faccia e vedo due ragazze, che si chiamano così quando sono con le loro amiche e  che ci stanno a malapena in quei lettini.

Io sono sempre quella che vive a mille ma mi dicono molto più saggiamente ma che va sempre troppo veloce. Oggi mi sono sparata due riunioni di classe, alternandomi tra le due sezioni con un’aria che un’amica mamma mi ha accusato essere quella di una rockstar. Perchè entravo ed uscivo, e controllavo pure le mail. Speravo di abbandonare il multitasking da questo corpo ma non è forse ancora il momento e su questo ci dobbiamo ancora lavorare.  Tuttavia come mi ha detto il saggio (mi piace chiamarlo così) che ho incontrato ieri per caso allo Yoga Festival, e che ha cantato per me  armonie che arrivavano dal passato, ad occhi chiusi e tenendo in mano quel bastoncino  simile alla bacchetta di Harry Potter……pare che mi sia spogliata di quella corazza che mi teneva in qualche modo intrappolata.  Insomma mi sono sbloccata. Da cosa esattamente devo ancora ben capirlo, ma questo è di certo un inizio.

E’ una serata piovosa e valeva la pena riprendere a raccontare qualcosa.

buona notte

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