WELL BEING

SPIRITO DI ADATTAMENTO VIENI A ME

4 agosto 2016

Come siamo messi a spirito di adattamento? L’avete portato con voi in vacanza? Ne state facendo buon uso? Vi racconto la mia sullo Spirito di Adattamento. 

Penso che sia qualcosa di innato e casuale, un po’ come il nome che ci assegnano alla nascita. Come sempre poi c’entra l’educazione, lo stile di vita, gli insegnamenti della nostra famiglia e tutto quello che in un modo o nell’altro ci condiziona. Ma di base ci sono persone che ce l’hanno (gran culo) altre che pensano di averlo (tipo me) ed altre che fanno fatica ad ammetterlo ma non sanno proprio di che si tratti (tu di che categoria sei?)

E’ davvero fondamentale per vivere al meglio in un gruppo, che sia una situazione lavorativa, una vacanza o una qualunque attività  che prevede il coinvolgimento di più di 2 elementi.

Perchè due non è gruppo, due è intesa, due è coppia, due è un tiro alla fune o una partita di tennis.

Tre, quattro….Una famiglia, una comitiva…Ecco quello è nucleo esteso con bisogno di spirito di adattamento. Inevitabile da portarsi dietro come una bottiglia di acqua fresca in spiaggia. Senza non ci puoi stare.

Guarda me:

Siamo partite in questa fuga al mare: io, le piccole e mia mamma (gruppo di ben 4 donne di età diverse e ovviamente prospettive/esigenze).

Dopo qualche settimana si è aggiunta casualmente anche mia zia al gruppo girls power, con tanto di benda sull’occhio e una guarigione da affrontare.

Passano 10 giorni ed arriva mio fratello più piccolo: 18 anni, tante emozioni, poca tolleranza, con le sue priorità  e sveglie tardive

A distanza di 48 ore è arrivato mio padre, che in teoria finalmente era in ferie e felice di stare solo con noi, con le sue nipoti ed il resto della famiglia. In pratica anche lui è uno che ha bisogno di prendere le misure ed ha bisogno dei suoi tempi.

A distanza di qualche altro giorno anche l’ultima stanza in mansarda è andata, matrimoniale per Pietro (mio fratello maggiore) ed Emilia la sua ragazza. Loro sono splendidi, pacifici, morbidi, con un bioritmo che farebbe invidia ad un maestro zen. Ovviamente in contrasto con il resto della ciurma dall’aria più psyco.

Siamo a domenica ed arriva finalmente il Papà Pendolare, con una stanchezza cosmica a base di chi è in ferie da 24 h ed ha consumato una notte da finto giovane alle spalle. Con se ha portato anche la zia Barbara, amica del cuore e zia dell’anno.

Insomma se prima eravamo in 4 a ballare l’Alligalli adesso siamo diventati 10 nel giro di una settimana. flymamy-spirito-di-adattamento-1jpgEcco, questo avanzamento numerico mi ha portato a riflettere sullo spirito di adattamento perchè d’estate “quel tutti insieme appassionatamente” se sei una famiglia e non fuggi lontano, ti si spalmerà addosso come la crema solare. Devi scegliere solo tu che protezione utilizzare e quanto esporti insomma.

Lo scenario piuttosto individualista che la vita ci suggerisce (e fa bene perchè è una strada decisamente meno trafficata) ci ha infondo però ci ha disabituato “allo stare insieme” e a prendere con armonia delle decisioni che rendono tutti felici. Ci adattiamo poco agli altri, perchè pensiamo che il nostro punto di vista sia quello più giusto.

Accade questo. Semplicemente..

Sto forse generalizzando? Forse…ma mi seguite?

Perchè fare piccolo nucleo sembra la soluzione più semplice. Fare e disfare senza dover rendere conto anche, cosa che onestamente a me piace decisamente e che pratico come credo nella vita,  ma che al contempo temo mi abbia portato a distaccarmi da questo sentimento che io consideravo davvero innato in me stessa. Ho accumulato tantissimi viaggi e vacanze con gli amici più disparati ed in maniere sempre diverse e mi sono sempre adattata a tutto e tutti al meglio. Mi sono fatta parte, ho trascinato, ho ascoltato, ho cercato sempre l’armonia…E mo?

Sono diventata mamma e sono diventata meno tollerante. Si cazzarola. Meno tollerante verso i consigli degli altri, in particolare delle persone davvero vicine a me. Più suscettibile nei confronti del mio compagno, con il quale involontariamente ho innescato un sano spirito da maestrina, perchè quello che dice la mamma è sempre più giusto. E più rompipalle verso dinamiche ed altri ingranaggi che destabilizzavano i miei piani ed incastri con prole.

Ecco questa spinta convivenza che ha inaugurato la fine di luglio e l’inizio di questo nuovo mese, ha in me innescato una nuova consapevolezza. Perchè se da un lato può essere vero che stare da sola con le mie figlie  magari è per certi versi la strada più semplice: una sola testa, verso due direzioni, dall’altro adattarsi agli altri e mettersi in discussione, senza fare troppe discussioni è qualcosa che non può assolutamente essere archiviato. ( Anche se si diventa mamma, e si hanno “giustamente” tutte le ragioni del mondo per prendere delle decisioni, dire la nostra e fare le scelte più funzionali).

Nuovi obiettivi del mese: Mettere da parte un po’ di se e dare spazio agli altri, un po’ seguendo la corrente, un po’ escludendo solo il proprio punto di vista.

Sarà tosta ma io mi voglio adattare.

 

 

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