WELL BEING

PALADINA DEL MULTITASKING? MA ANCHE NO

10 novembre 2016

Essere una donna non vuol dire necessariamente diventare una paladina del multitasking. Riflessioni e spunti su questo tema.

La parola Multitasking è piuttosto onnipresente nella mia vita.  La utilizzo spessissimo per  descrivere il mio lavoro da producer, ora per definirmi come donna ed ovviamente nel mio essere mamma. Ne ho decisamente abusato ed effettivamente anche buttando  un occhio sulla descrizione della pagina Fabebook di Flymamy, le parole che ho usato confermano chiaramente questo:  Il blog di una mamma di gemelle molto multitasking. Racconti, guide, recensioni creatività, spunti e video..tutto in chiave molto Easy!.

Quel “molto Multitasking” sbandierato con fierezza…

Cercando sul web la prima descrizione che compare di questa parola è la seguente :

In informatica, si riferisce ad un sistema operativo con supporto per il multitasking (multiprocessualità) che permette di eseguire più programmi contemporaneamente: se ad esempio viene chiesto al sistema di eseguire contemporaneamente due processi A e B, la CPU eseguirà per qualche istante di tempo il processo A, poi per qualche istante successivo il processo B, poi tornerà a eseguire il processo A e così via.

Nel senso pratico, sta per capacità di fare più cose contemporaneamente, di passare da una cosa all’altra con estrema velocità e flessibilità. Vuol dire fare il doppio, il triplo, il di più ottimizzando tempi e spazi. Vuol dire diventare un sistema operativo in poche parole. 

A farmi riflettere su questo termine è stata una chiacchierata fatta durante il corso di Mindfulness che sto seguendo da poco.  Lezione n.4: Energetica corporea. Dopo aver fatto diversi esercizi finalizzati ad una consapevolezza del nostro corpo ed espresso le emozioni provate  ci siamo soffermati per capire come si potesse applicare questo approccio nella vita quotidiana. Nella risposta della nostra mentore, c’era anche questa frase: dimenticatevi ogni tanto la parola Multitasking ed ovviamente rallentate.

Centro!

Ma come? Io che mi sentivo quasi una paladina in questo. Io che ottimizzo pause pranzo scrivendo al computer, mangiando un basmati e vedendo il montaggio di un video. Io che cucino e faccio una lavatrice nello stesso istante e parlo pure al telefono.

Purtroppo è vero che così si fanno tantissime cose ma quasi da automi: accadono e basta senza che ci si renda conto di nulla!  Cucini senza dedizione. Parli senza ascoltare. Mangi senza sapere cosa hai in bocca o il suo sapore. Potrei andare avanti per un po’ perchè la lista di azioni e conseguenze per il troppo multitasking è davvero elevata e non solo perchè sono mamma di due gemelli o lavoro.  E’ quasi diventata una prassi per tutti. Qualcosa ci ha portato a vivere così e ci ha anche dato molta carica nel farlo, nell’applicarci in questa dinamica. Nel motivarci a questo parallelismo continuo e fluttuazione in mille cose.

Ora è davvero utopia scacciare totalmente la frenesia da questo scenario che ci vede travolti dai flussi e dal lavoro, dalla città, dal traffico, dagli impegni. Ma cambiare marcia ogni tanto,  portando l’andatura  entro i limiti di velocità può portare a dei risultati incredibili. Giuro!

Da dove partire? Dalle nostre azioni. Da un risveglio, da uno stiracchiamento. Da una colazione assaporata con più consapevolezza. E quando dico con consapevolezza vuol dire dando attenzione a quello stiamo facendo, a quello che mettiamo in bocca, al biscotto che si ammorbidisce nel the, o al cereale che si mischia con il miele e la note ed arriva dolce in bocca. Al primo sorso di caffè amaro che profuma e che ci scalda al mattino. Ad una coccola della vostra gatta. Ad una pausa pranzo non più meccanica. Ad uno spostamento pensato anche se non per tutto il tragitto ma per solo pochi passa.

E’ complesso da fare? No,  per niente ma richiede due cose:  tempo e pratica. Non occorre un ritiro spirituale, può avvenire un po’ alla volta e nella maniera che desiderate voi.  Nessuna velleità da guro (vi assicuro che sono ben lontana dalla raggiungimento della pace interiore) ma ci sto lavorando e già riuscirne a parlare e raccontarmelo sempre più spesso mi motiva moltissimo…e poi i risultati (per quanto delicati) si avvertono!

Poi che una donna sappia fare 1o cose in contemporanea con naturalezza è un’altra storia! Tuttavia  in questi ultimi tempi sento che divaga il bisogno di abbandonare ogni tanto le vesti di wanderwoman per guardarsi allo specchio e vedere solo noi stesse. Farlo fa decisamente bene!

Le mie prime riflessioni sulla Mindfulness le trovate in questo post: Piccoli assaggi di Mindfulness.

flymamy_mindfulness

 

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