WELL BEING

ASSAGGI DI MINDFULNESS

29 agosto 2016

Un primo assaggio di Mindfulness per me. Vi racconto la mia su questa splendida  filosofia che ha riaperto i mie occhi vacanzieri. L’avete già assaporata?

Ho letto un libricino qualche settimana fatto di neanche 100 pagine e con un titolo  dall’aria curiosa ” Piccoli momenti di Mindfulness“. Se “Mind”sta per mente, animo spirito, e “Fulness” sta per pienezza, completezza, consapevolezza, agglomerati insieme vogliono portarci dentro un concetto ben più alto che traducono come “consapevolezza mentale”.

Ciò vuol dire che se sono davanti ad  un tramonto lo osserverò cogliendo tutte le sue sfumature: dai i colori che si mischiano tra loro e cambiano lentamente,  al mare che tocca il sole e piano piano lo copre, senza pensare ad una foto da fare, ad un post social da scrivere  che celebra questo momento oppure al fatto che è tardi e ci sono ancora le docce da fare e la cena da preparare.  (ve l’ho spiegata terra terra…voi elevatela un po’ a concetti più zen) . Insomma, lo assaporerò nella sua bellezza ed interezza senza distrazioni ma immergendomi in esso.

(Un certo Kabat Zinn, guro in materia definisce il Mindfulness come “consapevolezza e attenzione intenzionale, nel momento presente, momento per momento, senza giudicare”.)

Ci siete o vi siete persi? Non me ne vogliate ma devo ancora studiare tanto a riguardo e di certo sarete daccordo con me che meno di 100 pagine non portano di certo una conoscenza, ma voglio  comunque condividere una riflessione che questa prima lettura  ha innescato in me. Segue qui sotto un piccolo racconto a riguardo, non  filosofico ma correlato alla vita vera. Per l’occasione vado io sotto i riflettori: una ragazza qualunque sopra i 30, entusiasta, sana, con due bimbe meravigliose, una casa ed un compagno al suo fianco. Ovvio che manca sempre qualcosa e non ho una vita perfetta, ma il mio profilo suggerisce una semplice frase: “di che ti devi lamentare!”.

Ok andiamo oltre…approdiamo in una sfera più intima e sottile. Sappiamo tutti che ci sono equilibri delicati dentro ognuno di noi e ci sono dei giorni in cui NOI sentiamo di avere le vertigini.  E così è accaduto per me  in un caldo giorno di agosto, in una mattinata di sconforto ormonale ed emotivo di quelle alla Bridget Jones. E così proprio lui, (il mio lui) l’individuo che avrei fucilato in quell’istante per altre ragioni,  con il suo fare delicato e mai invasivo, forse quasi vergognandosi mi ha dato in mano questo libro, dicendomi timidamente (temendo la fucilazione)  “amore prova a leggerlo magari ti fa star meglio”. E così è stato!flymamy-mindfulness-2 Non avevo bisogno di un consiglio  ma di sposare una visione diversa nelle cose.  Avevo bisogno di aprire gli occhi, su me stessa e sul mio animo. Avevo bisogno di rivedere un po’ le prospettive. Smettere di giudicare quello che si muoveva attorno a me e riappropriarmi della mia innata ma soffocata leggerezza. Ero semplicemente oppressa da una dinamica in atto troppo funzionale e non più sensoriale.  Avevo bisogno di tornare a godermi i momenti e basta. 

Eppure non era successo niente…Ero al mare da oltre un mese, con le miei figlie, la mia famiglia, mi spaccavo di sport e a dire il vero mi sentivo molto più forte. Ma si sa che il nostro corpo è solo una corazza e quello che accadeva dentro non lo vedevo ma lo sentivo pulsare come un nervo di un dente che ti fa male.

Non dovevo solo correre e mangiare bene ma dovevo anche fermarmi un attimo. Soffermarmi. Questo era quello che dovevo fare. Semplicemente. 

flymamy-mindfulness-3Ovviamente la fase di “Stop” è un piccolo incidente. Se fai una frenata brusca tutto quello che hai dietro magari messo disordinatamente sul sedile ti viene addosso. Un attimo di spavento ma poi ti accosti, rimetti tutto a posto e riparti più lentamente e con un’andatura diversa.

La gran figata, salvo una tre giorni piuttosto emotiva (ma anche quella infondo fa bene) è che sposare questo approccio in vacanza o durante una fase di rallentamento o di nuove partenze,  porta immediatamente a dei  risultati strepitosi perchè c’è una predisposizione maggiore in noi e nell’ambiente che ci circonda a cambiare i flussi.

Ho iniziato a prendere le cose così come vengono, ho seguito solo l’istinto e ripreso a vivere appieno gli attimi assaporando al meglio i momenti più semplici. Ho rotto meno le scatole e frenato i miei giudizi. Mi sono lasciata andare, ho ripreso a respirare davvero, ho provato a farlo con il ventre e con il naso. Ho provato a sentire l’aria nei miei polmoni. Ho osservato le foglie muoversi non so per quanto tempo, sdraiata sull’erba o su un’amaca. Ho atteso che la mia tisana prendesse forma per 10 minuti senza scalpitare e fare mille altre cose nel mezzo. Ho smesso di avere tutto sotto controllo e lasciato un po’ al caso. Ho delegato, mi sono fidata e mi sono impegnata nelle mie cose. Ho staccato la spina social e anche del mio blog. Non ho lavato i capelli alle mie figlie qualche sera e le ho lasciate giocare finchè era notte fonda. Non ho programmato nulla, ma ho solo vissuto gli attimi. Ho assaporato una sensazione che non provavo da un po’: la gratitudine. (Caposaldo della Mindfulness)

Siamo partiti ed abbiamo iniziato a girovagare qua e la tra paesini e montagne del centro italia. Poi abbiamo fatto una valigia e siamo tornati in un posto dove entrambi siamo spensierati e felici e le bimbe piene di gioia e libertà.  Base al Molino Monacelli e poi come avevamo voglia: tra campagna, mare, borghi e cenette tra noi o tra amici e  con una candela di fianco ed un sorriso.

flymamy-mindfulness-5Per la prima volta da quando sono mamma le mie vacanze sono intrise di nuovo della mia innata leggerezza, che si è ritrovata con la sua ed insieme ha accudito  le nostre figlie. Negli ultimi anni, involontariamente il nostro ruolo di genitori e la vita con i suoi inconvenienti pratici, ci hanno forse portato a vivere in maniera troppo consapevole e funzionale. Questo apparentemente può essere un bene perchè il mondo fuori alla fine è tutto un incastro e l’ingranaggio deve funzionare. Ma con il senno di poi e in questo zen mood finalmente ritrovato, affermo con fierezza che  occorre anche lasciarsi andare ed assaporare quello che accade e ci passa davanti. Fare senza giudicare e senza pensare già ad altro. 

Condivido con voi questo racconto disordinato e questi spunti perchè “Mindfulness” è decisamente ad oggi una parola che voglio imparare a pronunciare più spesso e conoscere molto di più, in quando donna e mamma, ma soprattutto in quanto Alessia. E’ una splendida filosofia di vita che vorrei portare con me, all’infuori di questa pausa vacanziera perchè sono certa che potrà aiutarmi a trovare nuovi splendidi equilibri e non solo ingranaggi.

flymamy-mindfulness-1Ecco questo è il  buon auspicio di questa mia ripartenza…spero che un briciolo possa abbracciare alcuni di voi, che sia con questa pratica, con la religione, con la meditazione, con un atteggiamento tutto vostro che magari non ha ancora alcun nome specifico ma che porta in voi la serenità. Perchè la serenità è alla base di tutto e senza di essa non si respira davvero.

Bello ripartire…

la vostra Alessia Zen. flymamy-mindfulness-6

 

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