Mamma

SOLO #GESTIDAMORE

21 dicembre 2015

Siamo entrati nella settimana più  intensa dell’anno. Quella che sa di progetti che si chiudono e di (troppi)brindisi da fare. Ragionamenti produttivi, ferie da prendere e da consumare. Partenze e bilanci fatti con in mano agende immacolate che guardano al futuro.  Ma non dimentichiamoci di loro:  le care e vecchie emozioni, quelle che ti scuotono, ti inebriano e ti travolgono.

Loro contano più di tutto, loro vedono l’essenziale e sono in grado di riportare davanti ai nostri occhi i ricordi più belli.

Loro sono qui. Adesso. 

Rivedo Lorenzo che cammina per casa nel cuore della notte facendo morbidi passi nella speranza di placare le urla di  una piccola che aspetta il suo turno per mangiare. Ma lei è così affamata che cerca la tetta nella sua maglietta messa al contrario. Lui ride e mi chiede ogni due minuti quando manca.

Adesso ci sono io, sempre di notte ed  in cucina mentre faccio fare il ruttino ad una delle piccole. Gli occhi semi chiusi ed una mano che affonda nella busta dei cuori di mela. Provo un sentimento di puro amore e gratitudine per quei biscotti.

Siamo in tanti adesso. Loro hanno appena 4 mesi ed io come Frida sono inerme in un  letto a causa di un malefico colpo della strega. Attorno e a me si è creata una catena di produzione che manco il villaggio dei puffi ha mai avuto. Sono immobile, dolorante, stravolta ma piana di amore e gratitudine.

E’ il nostro primo Natale. Siamo un po’ sciatti, premurosi, emozionati. Ho chiesto a tutti di spostare al minimo il volume delle nostre conversazioni perché spero di fare addormentare le piccole. E’un tutto un sussurrare avvolto da una luce morbida. Nei nostri occhi l’emozione. Loro ovviamente non dormono, piangono spesso e noi ci alziamo di continuo. Vedo  ufficialmente una famiglia.

Siamo in  viaggio, con tante valige e buste stivate in maniera disordinata nel porta bagagli. Io ho la vescica che mi scoppia ma evito  di fare pipì  anche se sono passate più di sei ore da quando siamo partiti. Non ci possiamo fermare. Loro dormono, io sto per esplodere ma non voglio rompere l’incantesimo.

Siamo in  4 nel lettone, stretti come se fossimo in tenda, ubriachi dopo un festival di musica raggae. Sfiniti, vicini, scomodi, felici. Siamo noi nell’ultimo mese pieno di virus e tosse e febbri e coccole.

Che dire…Sono passati 3 anni ma ogni giorno è colmo di piccoli aneddoti ed incredibili emozioni. Amare un figlio significa donarsi ad esso incondizionatamente, per poi ricevere qualcosa di indescrivibile con le parole. Essere un genitore è un’impresa ma anche la più incredibile delle conquiste. A volte sarei voluta scappare. Altre mi sono sentita troppo stanca e volubile, piena di  difetti e di debolezze ma ero sempre determinata a dare quello che potevo e ad esserci. Per loro, per noi.

La settimana più emotiva dell’anno è appena iniziata ed io voglio affrontarla con il cuore strabordante di amore e gli occhi colmi di gioia. Voglio affrontarla con tutta l’emotività che posso sentire dentro di me.

Grazie a te uomo con la maglietta sempre al contrario, grazie a voi piccole mie.

Grazie  a Pampers per questo bellissimo video che mi ha ispirato questo racconto

Tutti i video su: Pampers Italia

 

 

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