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PERCHE’GEMELLI NON VUOL DIRE UGUALI

8 febbraio 2017

Il confronto tra i gemelli è l’errore più comune che si tende a fare sia a casa che fuori. Come possiamo evitarlo? 

Vedendo due bambini uguali a livello fisico, quasi sempre le persone sono curiose  di capire se hanno anche un carattere  similare, con annessi gusti e attitudini. Parlo di cibo, passioni, doti artistiche o  sportive. Se c’è un dominante ed un dominatore. Se c’è un dei due che spiana la via all’altro.

Per quello che mi riguarda è sempre stato un inseguimento, a volte un sorpasso.  Una dice improvvisamente di no ai broccoli e aimè pure la sorella quasi sempre tende a seguirla. Una fa, e poco dopo arriva l’altra. E accaduto così con i primi passi, poi le parole, con lo spannolinamento o l’addio al ciuccio. Una volta era Nina, l’altra Emma. E senza dinamiche  precise.

Eppure il paragone è una cosa davvero involontaria.  Per quanto tu possa detestare dover rispondere a delle definizioni e valutazioni, finisci per farlo da sola. Analizzi come i tuoi bambini  reagiscono alle cose, rifletti sulle paure che hanno e sui capricci che fanno o su chi è più indipendente dell’altro. Lo fai continuamente, magari solo dentro di te.

Eppure lo sai benissimo che anche se sono “identici”per via  degli stessi cromosomi e lo stesso imprinting sono da sempre diversi.  E’ così semplice apparentemente…Eppure ci caschi ogni volta. Quando parli con le maestre, quando cerchi di toglierli di dosso degli atteggiamenti. Essere genitore di gemelli non è affatto semplice da questo punto di vista e  l’errore che si commette più spesso (almeno da queste parti) è proprio questo. Come evitarlo? Rammentare  il più  possibile che CtrlC e Ctrl V sono solo una stronzata che usavi quando erano nella tua pancia, per simpatia descrittiva verso il mondo. Che non sono affatto un copia ed incolla. Che sono due bambine diverse,  che si vedono diverse. E mi raccomando,  non ditegli mai che sono uguali perchè  anche di fronte alla foto più equivoca si riconosceranno.

I gemelli  si sentono fratelli, sorelle, si sentono complici ma  non uguali. Per loro è molto chiaro fin da subito e davvero non mi capacito di come non lo sia per noi: possibile che ci lasciamo intortare dall’aspetto estetico e basta? O dal fatto che siano nati lo stesso giorno seppur siano di sesso diverso e abbiano magari fisionomie differenti perchè eterozigoti. E non parlo di chi ti chiede anche dopo quattro anni se li riconosci, ma parlo di noi: i loro genitori babbacchioni che ogni tanto cadiamo dentro queste banalità più assurde e ci perdiamo dietro domande sul perchè lui/lei è così e l’altro è diverso. E pronunciamo magari con leggerezza frasi “ma lui è più bravo, mi ascolta di più e cose affini…”

Oggi le mie figlie stanno crescendo e sviluppando virtù e talenti specifici. Il loro meglio ed il loro peggio è evidente. Se avessi un solo figlio, forse prenderemmo e basta quello che c’è come atto di fatto senza troppe domande. Diremo semplicemente “il mio bambino è così…ha questo carattere colà” . Ed invece, inevitabilmente spesso cadiamo dentro l’errore di aggiungere un “però” che precede un altro nome.

E’ un po’ che pensavo a questo tema,  oltretutto magari  poco chiaro  a chi non parla il Gemellish…. Ma con due (o più) fin da subito ti rendi conto che  l’errore più grande che involontariamente commettiamo è proprio questo: il confronto.

Non siamo perfetti…ma migliorabili forse si….quindi ricordiamoci sempre che Gemelli non vuol dire uguali!

 

 

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