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IL LORO PRIMO CORSO: COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO

4 ottobre 2016

Scegliere il primo corso per i propri figli. Tra lezioni di prova, aspettative ed emozioni, qualche spunto per fare la scelta giusta con serenità. 

Definire quello che sarà il primo corso per i propri piccoli non è cosa semplice E lo è per varie ragioni, 3 nel dettaglio:

  1. Capire cosa gli interessa davvero
  2. Sbattimento genitoriale annesso-connesso
  3. Costi

Questi tre aspetti sono strettamente correlati l’uno all’altro ed imprescindibili. Nel mio caso, visto che le pupe sono due, questi processi decisionali hanno un doppio grado di complessità. Dalla mia vi posso dire che tendenzialmente noi genitori di gemelli seguiamo quasi tutti un workflow a specchio e che si estende a circa ‘l 80% delle nostre azioni quotidiane. Quel 20% che rimane è fatto di  attenzioni uniche e di piccole dosi di esclusività che cerchiamo in qualche modo di destinare sempre e comunque a loro.  Mi riferisco al fatto di fargli indossare possibilmente capi diversi, vivere attimi da soli con mamma o papà, regalargli giochi  tendezialmente non identici. Differenziarli insomma, differenziandoci noi stessi. A volte è un dramma, altre una conquista.

Tornando a noi,  sarebbe bello se lo sport fosse inglobato in quel 20% , ma per ragioni organizzative noi genitori di gemelli non lo facciamo quasi mai. E così scegliere la giusta attività (che già di per se non è semplice) a mio umile avviso con due (o più) è qualcosa di apparentemente complesso.

Guarda me: è un mese che pratico per la prima volta in vita mia Yoga e sono li a chiedermi se è davvero quello che voglio fare, se voglio affrontare un anno di iscrizione, sostenere un costo ed ovviamente dedicargli del tempo. E sono una che ne ha provate tante a livello di sport e di solito ho un carattere pure piuttosto deciso. Quindi non oso immaginare  quanto sia difficile fare questa scelta per un bambino che magari solo dopo una prova di un’ora, con le aspettative dei genitori addosso e una innata eccitazione da novità, deve dichiarare se quel corso gli è davvero piaciuto o meno. 

Per quel che mi riguarda ho deciso che questa settimana seguirò l’istinto (parlo del mio destino da Yoga girl)Se mi mancherà vorrà dire che sono pronta e desidero vivere quelle sensazioni.  Mi riferisco al benessere che si prova e che ad esempio sto assaporando già da qualche mese, da quando ho iniziato ad allenarmi al parco senza temere stanchezza o brutto tempo, solitudine o compagnia.

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Purtroppo visto questo metodo della “benessere da privazione” non è applicabile a bimbe di appena 4 anni, che a malapena riescono a decidere i gusti del loro cono, e sono facilmente condizionabili l’un l’altra (per via del workflow a specchio); ad aiutarmi anche questa volta ci sarà il mio istinto di madre: quello che sempre ho utilizzato fino ad oggi e che per ora non mi ha ancora tradito. Conosco le mie figlie e le loro sensazioni e non devo fare altro che portarle verso quello che le rende felici. Devo capirlo senza condizionamenti.

Tra le tante chiacchierate fatte con vari insegnanti, di varie discipline, la cosa più interessante è stata quella che mi ha detto Tali, insegnante di Yomoda, una scuola dove abbiamo provato sia gioco danza che Yoga bimbi“Guarda che non ci sono bambini negati, ognuno ha delle attitudini è solo che le esprimono in maniera diversa”.

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Grazie Tali!

Insomma….Magari capiremo che Emma è più incline ad una cosa e Nina ad altra. Comunque vada, non starò li a giudicare, ne tanto meno a porle mai su un piano di confronto.  I Bambini devo muoversi e divertirsi, noi dobbiamo aiutarli a farlo senza esaurirci o svenarci. Ecco questo dice il mio istinto!

 

Ps: Alcune delle foto all’interno del post sono state scattate mentre le pupe giocavano con gli amici di AcroVibes  Tornate a casa, mi hanno detto che volare gli piace un sacco. Buon sangue non mente!

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