Fly Diaries

BEACH DIARIES: LA METAMORFOSI

30 giugno 2015

Ci sono delle fasi nella vita in cui  tutto muta attorno a te ad una velocità inverosimile. Il tempo corre, si dilata. La crescita è evidente. Una metamorfosi è in atto.

Gli amici mi chiedono dove io sia finita e se per caso ho intenzione di rientrare. Faccio finta di niente anche se quella monotona vita cittadina, così sicura e ben ingranata infondo so che mi manca. Faccio un respiro, socchiudo gli occhi e mi dico che sono così fortuna a poter vivere questo stacco. Sono trascorse solo due settimane, eppur mi sembra molto più tempo. Sono definitivamente lontana dalla mia routine: ti svegli, ti prepari, le prepari, esci, lavori, le porti, le prendi. Le addormenti, cazzeggi, stendi, cucini, lavori, pensi, merenda, cena, notte. Di nuovo! Da quando sono una Mamma di Mare c’è un altro ritmo. Ci prepariamo a malapena, corriamo al mare con i primi vestiti che capitano. Le ore passano tra spizzichi e pizzette rosse appena sfornate, pipì da fare, canottini da gonfiare, docce e crolli. beachdiaries_metamorfosi_6Per chi si sintonizza ora e si chiede..ma questa non fa un bel niente? Tranquilli, tranquilli ho solo preso un time out….A settembre torno nella city con la fascia da rambo e lavoro duramente (promesso) ma ora lasciatemela godere.

Dicevamo, la non routine è veramente una nuova scoperta.

La giornata dipende da piccoli dettagli, dal vento che potrà essere intenso ed allora ci lascerà tutte un po’ smarrite, o leggero…ed allora saremo semplicemente confuse. Dal loro umore, dalle amiche vicine di ombrellone che se arrivano renderanno la mattinata incredibile perché sono delle babysitter amabili ed esemplari. Forse mangeremo al mare, forse torneremo a casa perché il sole è troppo forte.beachdiaries_metamorfosi_5 beachdiaries_metamorfosi_3Non ci sono troppi paletti e quindi regole ed orari. E’ un’anarchia completa a vederla così. In parte si. In parte devo ammettere che sono riuscita a raggiungere molti traguardi: il pannolino è stato ufficialmente abbandonato così come il ciuccio (ma che dico 10 ciucci). Il passeggino (doppio)non è  mai stato usato (e c’è da dire che loro non camminavano affatto in maniera funzionale ma erano sempre spinte!). Salgono e scendono dalla mia macchina senza vomiti né amentale (ma con una delicata euforia oserei aggiungere e con urla che mi incentivano ad andare forte…anche solo con la voce che simula un’accellerata). Si sono convinte a farsi tagliare i capelli e così ci siamo semplificate l’esistenza. Eppoi tante nuove parole e modi di dire che ogni giorno prendono vita e mi fanno morire dal ridere. Tipo “questo sssssssuoooono mamma? ” espressione usata 10  volte minimo al giorno. (è scattata la passione per i suoni ambientali) “bebèèè” che sta per vabbene…o meglio “vabbè” detto facendo spallucce.  Insomma nonostante l’apparente morbidezza e l’approccio disincantato è incredibile la metamorfosi in atto.

Sento che questa è e sarà  un’estatate importante per tutti. Faccio un passo indietro nel tempo e ripenso…

Il primo anno con loro di 11 mesi, dopo una cottura a fuoco lento a Milano siamo approdati al mare pieni di emozioni da quella prima volta. Ricordo che io e Lorenzo eravamo dstrutti. Da un lato ci sentivamo potenzialmente sempre “giovani” e con la voglia di fare e disfare, dall’altro era un continuo seguire le loro volontà, negarsi tutto il resto. Era un costante inseguirle nei gattonamenti sulla spiaggia e cercare di essere come una volta ma con un evidente esaurimento e sfinimento in corpo. Fu una prima estate veramente stancante.

Il secondo anno con loro di 23 mesi, dopo la solita cottura a fuoco lento a Milano siamo approdati al mare senza alcuna speranza, se non fare di meglio rispetto a quel primo dedito anno. Non eravamo ancora usciti dal tunnel mentale che intrappola a volte i neo genitori, ed in particolare quelli di gemelli. Eravamo timorosi degli spostamenti perché a quanto pareva loro li pativano abbastanza. Eravamo timorosi di rompere il ritmo equilibrato e pacato che si era creato. Abbiamo vissuto per loro, principalmente ma dimenticandoci sempre di noi.

Quest’anno con loro due signorine è tutto diverso. Siamo 4 ed ognuno con le sue sensazioni ed in piena metamorfosi. Il tunnel alle spalle e uno spirito del tutto intraprendente e individualista in ognuno.  Loro vogliono essere semplicemente selvagge mentre prendono confidenza con quel carattere e temperamento che sta emergendo come i primi nei sulla loro pelle. Lui sta lavorando duro per un nuovo progetto ed ha bisogno di molta concentrazione, spazio, tempo. Io cerco qualcosa.

Non so cosa saremo alla fine dell’estate…

Ma se questo è solo l’inizio… può già bastare..

Piccola morale della favola per genitori in ascolto, con due magari e piccoli (fase 1 o 2 sopra elencate). Non fate come me, come noi..non pensate troppo ad avere un piano perfetto, o tutto a favore dei piccoli. E’ anche la vostra estate. Parola di Mamma di Mare che per paura, per dedizione si è lasciata travolgere da estati calde e torride. Piene di emozione…quella non manca mai…ma bisogna sempre ricordarsi di respirare!

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