Fly Diaries

BEACH DIARIES: PICCOLE VI RACCONTO IL TAGADA’

14 luglio 2015

Quando ero bambina, d’estate, amavo fare tre cose: mangiare gelati, andare sugli scogli e cercare di convincere mia mamma a portarmi al Luna Park..Un racconto dal retrogusto nostalgico che sa di tagadà ed autoscontro. 

Ero al balcone a godermi un po’ di freschetto serale  e ad un tratto  il silenzio che fino al giorno prima regnava sovrano, veniva sommerso da una musica a palla e dal riverbero della voce di un vocalist in preda alla totale euforia che diceva cose a caso sopra una playlist che spaziava dal Ballo di Simone, a Good Boy di Mika, per poi rimanere fissa su un’ house commerciale Tunz Tunz irrefrenabile, vecchio stile. Era chiaro: le giostre erano arrivate in città e Francamomilla (soprannome oramai consolidato di questa cittadina, per via della sua incredibile vitalità), adesso si doveva risvegliare e darsi finalmente un tono da Riviera.

I giostrai qui sono leggenda, fissi da 30 anni nello stesso punto. Stesse giostre, stesse luci, qualche revisione. Cambia solo la musica. Quella si adegua ai tempi anche se lo stile del dj è sempre lo stesso: vige la scuola del mixaggio a stacco  che tocca la vetta eppoi atterra sempre su un sound remixato, che sia Gam gam style oppure su Figaro. E’ musica da autoscontro quella, mica roba per mamme sfinite appena cala il sole.

L’indomani prima di cena non stavo nella pelle: sarei tornata in quel posto impolverato nella mia scatola dei ricordi.

Quel tentativo di  portarci le piccole è però fallito perché abbiamo scoperto che la situazione si anima solo all’imbrunire (ripensandoci non si chiamerebbe mica Luna Park se fosse aperto prima di cena). E così mi sono ritrovata a vivere una situazione delicata e particolare: spiegare delle “vere giostre” (ferme) a delle bambine di neanche tre anni che in vita loro non ne avevano mai sentito troppo parlare, se non in qualche cartone o libro. E non mi riferisco a Mirabilandia che si racconterebbe da se, che sia con un deplian oppure uno spot pubblicitario rigorosamente “baby friendly; ma ad un classico luna park del mare, molto anni ’80, vecchio stile, ed aggiungo sottovoce…meravigliosamente nostalgico.

Era tutto fermo, spento, silenzioso. Ai miei occhi era poesia pura che sarei rimasta ad osservare per ore ripensando al passato o ad un videoclip (magari con Mika) da girarci.  Ma tutto quel silenzio e calma non soddisfava appieno quelle due piccolette che osservavano incuriosite quel luogo magico, affascinate, in parte immobile e quasi fantasma.

Dovevo spiegargli cos’èra il Tagadà, l’Autoscontro, il Pungiball, le Molle.

1Flymamy-tagadà-story-4Flymamy-tagadà-story-2Siamo nell’era dei parchi di divertimento e delle emozioni che si conquistano con un braccialetto all inclusive (niente biglietti o gettoni). Siamo per le giostre sicure 100% (Dio Grazie!) per i gonfiabili.Vi avrei voluto raccontare tante altre cose ma mi sono limitata a simulare movimenti e a parlare come la mamma di Peppa Pig: ero rassicurante ed entusiasta. Insopportabile. Dentro di me solo speranzosa che tutta questo sarebbe rimasto ancora immobile per almeno altri 10 anni.

Sentivo il bisogno di aggiungere qualche altra parola e fermare quelle immagini nella mia testa…

Sai Nina…

(oppure)

Sai Emma

Salirai magari sull’autoscontro con al tua migliore amica di fianco e spingerai l’accelleratore per fare una serie di  giri in senso orario, poi sterzarai all’improvviso, tamponarai ed inseguire quella stronza con la cicca in bocca e quell’aria da donna vissuta a soli 13 anni che tanto si crede la regina della pista. Guiderai a ritmo della canzone dell’estate ed incrocerai lo sguardo di quel ragazzino che ti piace da giorni ma che non sai chi è, e ne lo scoprirai mai.

Andrai sulle Molle, o meglio i tappeti elastici e salterai più in alto che puoi, alzando le braccia al cielo e aprendo le gambe a più non posso, come per volare. Cadrai, riderai. Uscirai sfinita, sempre ridendo, e vorrai presto fare un altro giro per migliorarti ogni volta di più.

Arriverai davanti al Tagadà quasi controvoglia, spaventata da tutto quel movimento e dalle urla che si sentono nell’aria. Sarai indecisa se salire o meno. Vorresti farlo, ma temi di cadere come una patata da un punto all’altro mentre il maledetto giostraio schiaccerà il bottone e ti lascerà ferma in alto, protetta solo dai tuoi strilli. Lo maledirai, ma vorrai rifarlo e rifarlo ancora perché quella si chiama adrenalina e quando la scopri, rischi di innamorartene.

Queste sono le giostre, un posto per sognare e crescere.

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2 Comments

  • Reply Mary 29 luglio 2015 at 12:36

    Bellissima diciamo storia…
    Io ho 12 anni e tutto quello che hai raccontato che faranno le tue figlie da ragazzine mi rispecchiano…
    Non so in che anno hai condiviso questa storia con tutti io l’ho letta oggi e mi ha colpito…
    Un bacione.
    Marisa.

  • Reply Flymamy 1 agosto 2015 at 11:30

    Ciao Mary…ma come sono felice di questo commento..è bellissimo che tu ti rispecchi nel mio racconto..sai quel racconto appartiene al mio passato..io che ora ne ho 35, le ho vissute queste emozioni..e sapere che qualcuno ci si rispecchi oggi, mi lusinga e mi avvicina a te!un bacione e aspetto altri tuoi pensieri quando vorrai… 🙂

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