gemelli, Mamma

BACK TO SCHOOL: NIDO O NON NIDO?

14 settembre 2013

A Milano qualche giorno fa è suonata ufficialmente la campanella. In giro non c’è più nessun grembiule blue perfettamente stirato con il colletto bianco ma solo esserini multicolor, fluo, animalier, che si muovono per le strade sopra monopattini. Esco di casa e loro mi fanno il pelo mentre genitori ancora abbronzati dall’aria poco docile gli urlano dietro di andar piano con quel fare molto milanese troppo multifunzionale per le 8 del mattino. I bambini sono eccitati, carichi, esagitati, belli. Poi il pomeriggio non appena la campanella risuona li trovi tutti al parco ma adesso delle mamme non c’è più traccia: solo Io, qualche altra superstite e miriadi di tate.

This is the Jungle e non toglietevelo mai dalla mente. Quindi non abbassate la guardia ragazze perchè siamo a Milano e qui il parco non è solo svago, stare al Solari significa iimparare a stare al mondo. E’ pura scuola di sopravvivenza: fila per altalena, fila per scivolo, fila per suonare l’orsetto con i campanelli, fila per bere alla fontanella, fila per gattonare a terra con annesse potenziali liti ad ogni passaggio e insegnamento alla calma ancora prima di aver spento neanche una candelina.

La prima cosa buffa è che tutti mi chiedono se sono una tata. La seconda è sapere se andate al nido. Rispondo di no ad entrambe e che sto’ portando avanti una versione vecchio stile con l’aiuto delle nonne nonostante abbia ripreso a lavorare. Alla terza domanda così non sempre arrivo perchè come dire “manca il dialogo” . Non posso pronunciare frasi del tipo “le maestre sono bravissime, l’inserimento stà andando benissimo, loro giocano con gli altri bambini etc etc”. Solo parole in merito alla vita da double mamy, solite cose, solità filastrocca. Quello interessa sempre. Mah!

Mi chiedo perchè sia importante darsi tutte queste arie e sposare per forza la teoria che questo distacco sia fondamentale, produttivo, diciamo quasi indispensabile.

Non sono andata al nido ma sono cresciuta con l’aiuto di mia Nonna e cavoli come sono stata bene. Giocavo, mangiavo, mi ammalavo pochissimo (diciamo quasi mai va) e la privazione di questo tassello fondamentale per l’infanzia e lo sviluppo psico-cognitivo del bambino per quanto IO l’abbia saltato, pare non abbia arrecato in me ritardi o problemi sociali. Ditemi quello che vi pare, ma la mia direzione per ora (o meglio finchè Nonna Adriana e Nonna Patrizia ci vogliono) è questa. Io idea non la cambio e per quanto mi costi anche fatica e stanchezza non aver “nidificato” perchè appena varco la soglia di casa 13.45  e  vi ho tutte per me full time per un altro turno pieno di lavoro fino alla ninna nanna, io non mi sento affatto una sfigata.  Benedette Nonne e chi le ha inventate . Benedette per la pazienza, la dedizione, la capacità di insegnare e trasmettere emozioni. Perchè le loro coccole valgono quanto le tue. Ovvio a loro non puoi chiedere un colloquio per fargli presente questo e quell’altro (che tanto a noi figlie o nuore non ci va mai bene niente soprattutto la mattina presto ed il pomeriggio post lavoro) ma puoi portargli tuo figlio anche in ritardo oltre l’ultima campanella e rimanere da loro anche oltre l’orario di uscita perchè per quanto sfinite non ti farebbero mai andar via. Potrei fare la milanese e fare quello che la corrente suggerisce ma questa rotta alternativa per ora funziona e quindi ragazze forza e coraggio perchè anche se la campanella è appena suonata noi per ora facciamo finta di niente…
perchè noi al nido non ci andiamo!

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1 Comment

  • Reply acasadiclara 20 settembre 2013 at 21:32

    hai ragione però tu arrivi a casa alle 14, mentre molte altre mamme arrivano alle 19 se va bene. quindi lasciarlo tutto il giorno con la nonna, rischi che ci rimetti la nonna. e allora si fa un po' e un po'. un po' al nido e un po' con la nonna. si sopravvive noi tutte cittadine e milanesi. e si fa quel che si può!!! un bacio alle bimbeeeee

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