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MAMMA IN FUGA IN UNA RAGGIANTE CATANIA

17 Giugno 2015

Una mamma in fuga, vuol dire organizzazione, incastri, forse anche un po’ di senso di colpa ma anche leggerezza e libertà. Sono fuggita 54 ore perché era arrivato il momento e non potevo più aspettare. E’ stata una bellissima esperienza a base di Faraglioni, piccoli piedini e granite…

Succede che  una delle amiche che più ami diventa mamma.  Lei però era tornata a vivere nella sua “raggiante Catania” già da tempo e per te che hai due pupette dallo spirito a ventosa, non ti resta che pazientare un attimo prima di andarla a trovare. Ovvio, volevi essere al suo fianco in ognuno di quei momenti…Ma ti sei rassegnata, hai aspettato un attimo e nel frattempo ti sei accontentata di vivere whatsapp al meglio, eleggendola l’app più emozionante e memorabile grazie a lei. E si perché Manu è stata una social mamma manager con i fiocchi e  in quel gruppo che lei stessa aveva chiamato“la cicogna aggiorna”, ha  scritto con una lucidità estrema per 6 ore di seguito, da quel primo tracciato fino all’ultimo richiamino di epidurale…e  non ti ha fatto sentire per nulla lontana. Manu sei stata fenomenale fattelo dire…!!!

Nicolas è venuto al mondo il primo giorno di primavera, nonchè il giorno in cui questo blog è rinato. Mentre tu hai iniziato ad allattare, cambiare pannolini, dormire poco e assaporare per bene le sue prime notti insonni, io mi sono decisa a dire a tutti che mi sarei presa qualche giorno solo per me, solo per voi, perchè volevo vedere presto il tuo bimbo e non potevo più attendere. E comunque trascorsi due mesi abbondanti, il momento giusto sembrava essere finalmente arrivato. E così finite le feste comandate, una prima e seconda ondata di placche (ovviamente gemellari) ed impegni vari delle nonne supporter,  ho stipulato un patto con il papà e l’ho reso mio alleato per un piano di fuga a Catania.

Se sei mamma e vuoi partire sola, c’è solo una cosa da fare: essere decisa, determinata, informare tutti…ma senza dar troppo spago alle loro incertezze. Devi essere un briciolo egoista e programmare per bene la tua fuga.

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Ho deciso di partire il giovedì primo pomeriggio e tornare il sabato sera,  prima che la mia carrozza tornasse una zucca. 3 giorni per Lui, mentre per me erano  solo 54 ore, poco più che 48, e non 72. 54 ore sono troppo poche per godersi uno stacco ed una rinascita, ma al contempo 54 possono sembrarti  incredibilmente tante quando non sei abituata ad un distacco dai tuoi figli.

Possibile? Si cazzarola…Aggiungo fuori dai denti. Ho sempre avvertito un po’ di sana invidia per tutte quelle mamme amiche che partono senza remore, oppure portano i figli dai nonni o li lasciano spensierate con papà super disponibili…E che soprattutto  non si comportano come un cioccolatino squagliato di fronte ad un così breve distacco. Ma che vi devo dire…Giuro vorrei tanto essere diversa, ma non è una cosa che può decidere o meno. La provi e basta e per quanto la razionalità entra in campo, è il cuore comanda. Insomma tu parti ma loro sono sempre li, ferme nei tuoi pensieri! Maledette! Penso che questo dipenda anche dal fatto  che mai nessuno si è preso in carico le twins per paura gestionale più di un giorno, e così non sono per niente abituata a nessun distacco che va oltre l’imbrunire.  La sola ed unica altra esperienza risale ad un altra fuga fatta circa un anno fa, in occasione di un super funny matrimonio English/Autralian a Palma di Majorca. Era l’evento del decennio e l’idea di muoversi in massa rappresentava una vera impresa per tutti…E così in solitaria, mi diedi alla pazza gioia per un bel weekend.

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Prima di diventare nuovamente una madre in fuga, stagione 2015, mi sono costruita un personaggio impeccabile:  ho stilato i turni alle nonne, organizzato una caccia al tesoro per sopperire ad eventuali magoni (ovviamente mai emersi) preparato polpette per una settimana, riempito il frigo di sano ma anche di illecito. E poi ho appeso postit che dicevano “Io sono una maglietta… Io un pantaloncino…Io sono una medicina e servo a questo…Io a quell’altro”. Ho fatto la lista delle cose da non dimenticare e stilato un potenziale menù in caso di crisi da surrogata mamma ai fornelli. Un’esagerazione di cose. Confermo. Ma sono venute da se ed io nel farle mi sentivo semplicemente più serena…sfinita ma serena ed in pace con il mio disordine che gli altri forse ignorano esistere, in una maniera a dir poco cronica .

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Per la gestione “emotiva della fuga”, rispetto all’estate 2014, dove adottai una tecnica stralunata del “ciao mamma esce…Mamma non è più tornataNon nominate la mamma”, quest’anno ho portato avanti una versione evoluta della precedente. Lo slogan si può riassumere così “Io parto ma voi farete un sacco di cose fichissime che avvengono proprio perchè io parto“.  La tattica vincente rimaneva sempre ferma su questi capisaldi: no telefono, no foto, no saluti. Ma questa volta loro sapevano che non ero supermercato ma mi ero momentaneamente assentata per fare qualcosa a cui tenevo molto. Non so se questa tecnica ha una base pedagogica o è solo il mio stralunato approccio in materia di fughe, ma casa nostra sembra funzionare alla grande.

Diciamo che l’elemento Twins non è un “complica vita…ma un grande aiuto”. Perché loro si danno forza e comunque vada, saranno sempre in due e sulla stessa barca, perché vivono le cose dallo stesso punto di vista, in quanto coetanee e molto unite. Se una delle due prova nostalgia, l’altra la consolerà quasi sicuramente, magari a suo modo, con le sue buffe parole incomprensibili per noi, ma perfettamente efficaci per la sorella. Avere dei Gemelli è una cosa grandiosa e alla luce di questa mia sensazione e nuova esperienza, posso confermare che rendono le cose più semplici. Cazzarola è la prima volta che pronuncio questa frase, la ripeto va…

I GEMELLI POSSONO RENDERE ALCUNE COSE PIU’SEMPLICI!

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Come è andata in Sicilia?

Ho fatto un sacco di cose….

Toccato piccolissimi piedini e coccolato a più non posso quel piccolino. Ho visto la mia bellissima amica sorella nella sua veste di mamma, ho fatto il bagno a mare e mi sono pure catapultata da uno scoglio (che babba!) eppoi ho fatto il bagnetto a Nicolas e trasmesso almeno una nozione da mamma alla mia amica  che non si sentiva troppo sicura ad afferrarlo da sola,  nella sua vaschetta. Ho visto i faraglioni e comprato souvenire kitsch per e piccole come mio solito. Ho mangiato involtini impanati continuamente come fosse il mio ultimo desiderio prima di morire. Ho fatto colazione sempre con granita e brioche. Mi sono nutrita della bellezza incredibile che la Sicilia ti trasmette in ogni momento.

Mi sono riposata, ho dormito senza interruzioni e sono però tornata più stanca di prima e con il cuore che batte per quel piccolino e li pensa ininterrottamente. Perché l’inizio di una nuova famiglia è veramente un momento pieno di emozioni, riflessioni, equilibri, nuove dinamiche e non può non afferrati con estremo coinvolgimento, se provi amore.

E comunque urlo a squarciagola che è molto importante fuggire da sola…E’ una cosa che va fatta a cuor leggero.

54 ore non sono niente ma possono essere tutto.

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