Fly Diaries, Travel

BEACH DIARIES: L’APPRODO

18 giugno 2015

Qualche giorno fa c’era una barchetta giocattolo arenata sulla spiaggia che mi ha tramesso improvvisamente la voglia di comunicare qualcosa di nuovo. Le parole che accompagnavano quell’immagine scrigno per tutte le mie  sensazioni del momento sono state proprio queste…

“Ci stiamo rilassando. Si lo ammetto. Ho staccato la spina dalla city per godermi appieno un momento di pausa dal lavoro…ci sta’nella vita. L’ho fatto adesso…fatta una valigia semplice e siamo partite. Non siamo a Koh Pangan ma molto rilassate lo stesso… Ispirata alla scrittura, alla leggerezza e a tanti racconti che chiamerò Beach Diaries“.

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Ma che succede…Dove sono finite le lamentele da chi vive nella City e conta i giorni per le ferie, condannando la lunga attesa ed invocando un cambiamento. Dove sei finita cara piscinetta gonfiabile che da quando ci sono le pupe, sei fissa sul balcone di casa e  tutte le volte che devo riempirti e svuotarti mi fai ripetere invano  “questa è l’ultima volta”. E tutte quelle imprecazioni e generalizzazioni contro  le comunità di zanzare che ci spolpavano vive? E non dimentichiamoci gli svarioni da aria condizionata di fronte all’acquisto di una bottiglia di latte fresco.

Sorry non c’è niente di tutto questo…

Perchè quest’anno le cose sono un briciolo cambiate…e noi naufraghe alla ricerca della nostra isola, siamo approdate su una rassicurante spiaggia. L’ultima memorabile fuga con questo retrogusto che oserei dire “evanescente” (che non centra nulla come termine ma io mi sento proprio così in questo momento…ovvero tipo l’aurea di me stessa…) l’avevo assaporata dopo essermi laureata. Roba di oltre un decennio fa. Era fine maggio se non sbaglio e in preda ad un futuro tutto da costruire, decisi di raggiungere il mio amico Sergio a Fuerteventura. Un biglietto di sola andata per quell’isola che mi ha fatto innamorare, rimanere, tornare e poi fuggire di nuovo. Oggi un po’ come allora, sono alla fine di un percorso e ho tanta voglia di carburare nuove sensazioni. Ho deciso, lo faccio. Non posso andare lontano perchè non sono più una neolaureata alla ricerca di…ma posso andare in un posto dove sono certa che ci sarà sabbia a volontà per tutti noi. Qui ci sono pochissime persone, il tempo è meraviglioso,  incerto e variabile, caldo nelle ore più forti e con l’acqua fresca, rivitalizzante, un po’ da pelle d’oca. Da qualche giorno c’è un clima ventoso…E così ogni tanto ripenso a Fuerteventura. Il  caldo prima, eppoi una felpa la sera. I miei capelli ricci, improvvisamente rivitalizzati dalla salsedine e subito ribelli, arruffati. Tanti ricordi che dondolano insieme a questo posto che un tempo…Tanto tempo fa, era la mia casa.

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Siamo qui da 5 giorni e già mi sento un’altra. Il mio viso a dire il vero solo oggi sembra essere più rilassato e i primi segni dell’ abbronzatura lo stanno trasformando (in bene per fortuna).  Non mi trucco da una settimana. Dico ufficialmente addio al make up finchè non ce ne sarà bisogno. Un’altra me…Perfino quelle rughette attorno agli occhi (maledette zampe di gallina) sono più tenui. Dio grazie per questo messaggio che mi hai dato! Allora voleva dire che non mi stavo decomponendo improvvisamente… Si vede che ero solo un briciolo provata. Anche mia mamma, alleata in questa fuga ha perso già la sua pelle metropolitana e giorno per giorno sembra sempre più spensierata, piena di nuova vitalità. Le piccole hanno tutto ciò che le rende felice: il mare, i tuffi, i castelli di sabbia costruiti e subito distrutti, le giostrine a gettoni che si trovano fuori da ogni bar e come sanguisuga sono praticamente i nostri mezzi di locomozione immaginaria. Andiamo andiamo..ma non andiamo da nessuna parte! che figata!

Proprio ieri sera scrivevo ad un amica che ero scappata al mare…Mi racontavo con queste parole: Bello, strano.. Mah! Mi rendo conto che  sono tanto metropolitana negli interessi ma la vita sciatta in ciabatte e easy mood mi piace da impazzire. Sono quasi esperimento sociale di me stessa!”.

 

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Il mio cervello “produttivo” sta cercando di darsi pace e disintossicarsi da tutto…perchè a settembre si riparte e dobbiamo essere veramente cariche. TUTTE. Io per un nuovo destino professionale e loro per il primo passo verso l’indipendenza dalla mamma: ovvero l’asilo…e vorrei tanto che carburassero un po’ di forza perchè questo inverno la loro gola ed i malanni hanno sfinito tutti e non voglio che sia così nel futuro…E quindi, se è vero che lo iodio rafforza (credo antico dalle grandi fondamenta) speriamo di arrivare ad avere i superpoteri alla fine dell’estate. Emma si è subito amalgamata a questo scenario, è felice e canta pure sotto la doccia. Urla e dice evviva di continuo..dorme 3 ore di pomeriggio ed è veramente serena. A Nina invece in  questa assenza di “confini”  l’ha disorientata umoralmente. Non ci sono “ma e se” per lei. Vuole l’indipendendenza assoluta e nessuna regola. Quindi con la santa pazienza, qualche Time out invocato, ed un braccio di ferro costante unito a tante coccole, ora, dopo i primi giorni sento che le cose stanno migliorate e vedo in lei già una ritrovata serenità. Speriamo…

Ieri c’era un bel vento e penso che si sia portato con se via le ultime incertezze che sono ancora nell’aria.

Ovviamente il paradiso non esiste e come Leonardo insegna in The Beach, anche li, nella magica Phi Phi Iland, nulla è perfetto…Ma un nuovo capitolo della storia  inizia.

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A presto per una nuova pagina strappata dal mio diario del mare.

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