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LIBRI PER BAMBINI CHE PARLANO DI PAPA’

16 marzo 2016

Una selezione di Libri per bambini che parlano di papà. Papà avventurosi e speciali. Papà premurosi, papà che si prendono cura dei propri piccoli. Tre libri per affrontare questa festa in arrivo in una maniera diversa e fantasiosa

L’inizio del 2016 per me si è portato dietro una coda selvatica di cambiamenti e imprevisti. E ora è marzo, uno dei miei mesi preferiti. Sprucido e promettente. Il 21 arriva la primavera, insieme al solstizio d’inverno, il mio appuntamento pagano preferito e il 19 è la festa del papà. Personalmente vado pazza per le zeppole di San Giuseppe ed è l’unica festa familiare che ricordo.

Qualche giorno fa mi è capitato di parlare con R di cosa sia un papà, facendo l’elenco delle cose che un papà fa. Mi ha detto che un papà parla al cellulare e lavora al computer. Gli ho chiesto cos’altro fa il tuo papà? Abbiamo individuato: mi fa le coccole, gioca, fa gli scherzi, fa il latte. C’è molto altro ma il discorso non lo interessava più, quindi questa rimane ad oggi una definizione di papà per R.

E precisamente alla creatura Papà che dedico questo post. Misteriosa, a volte più carsica, a volte più ingombrante e sempre importante.

Il primo libro si intitola “Le mani di papà“. È un libro anche per piccolissimi, l’editore è Babalibri. È un libro che ai miei bimbi piace sempre molto, anche ora che sono un po’ più grandi.

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Ci rintracciano un pezzetto della strada che hanno appena percorso e credo che riconoscano anche il loro papà, nell’illustrazione di queste mani inevitabilmente grandi che hanno cura, li sostengono, giocano e si aprono per lasciarli esplorare il mondo.

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Il secondo libro si intitola “Ippocampo un papà speciale” ed è edito da Mondadori. E’ un libro di Eric Carle, scrittore americano di libri per bambini, che mi piacerebbe conoscere. Lo immagino anziano con occhiali dalla montatura spessa e occhi cerulei e vivaci, da ragazzo, dita ossute e una discrezione delicata e piena, intelligente come quella dei suoi libri.

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Il libro in questione è consigliato dai 5 anni, ma ai miei ragazzini che ne hanno 3 piace già anche grazie ad un piccolo accorgimento: tra una pagina e l’altra delle avventure dell’ippocampo c’è un foglio trasparente illustrato solo in parte, che nasconde e completa la pagina con la scena successiva. Questo “effetto cucù” aiuta ad appassionare alla lettura.

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La storia racconta di una coppia di cavallucci marini e in particolare di lui, il signor Ippocampo. È lui a covare le uova portandosele in giro nella tasca ventrale, dove la compagna le ha deposte e lo fa con cura e allegria, pieno di agio col suo pancione. Andandosene a spasso per il mare incontra vari pesci, tra cui altri pesci papà impegnati nell’accudimento… Alla fine i piccoli del signor Ippocampo nasceranno, usciranno dalla sua sacca ventrale e si riverseranno nella grande acqua del mare, pronti per la loro avventura.

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L’ultimo libro non è una storia di papà, ma di amicizia. Si intitola “Voglio un amico per giocare” (già noto negli anni ’70 come “Insieme si fa tanto”), è edito da Babalibri ed è uno dei libri che il mio compagno ha regalato a D e R.

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Mi ha conquistata poco a poco, a loro invece è piaciuto subito, anche perché ad esserne protagonisti sono un pesce, una maialina e un uccello. Ciascuno di loro è l’unico bambino della sua famiglia e del circondario, i genitori non gli bastano più, anzi la famiglia inizia a stargli un po’ stretta, hanno in mente di fare cose diverse e sognano un fratello, o una sorella, o meglio ancora un amico.

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Si incontreranno per caso sulla riva di un lago, ciascuno in cerca di un compagno di giochi, s’incuriosirà della diversità dell’altro e scoprirà cose nuove e straordinarie, prima di tutte il potere dell’amicizia.
Come cantava il buon Ringo “I get by with a little help from my friends”.

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